INTERAZIONE multidisciplinare, SOLUZIONI condivise

Razionale e meccanismo formativo del DOMINO

La crescente complessità della pratica clinica richiede un approccio multidisciplinare, capace di integrare competenze diverse per migliorare i processi decisionali e l’appropriatezza terapeutica. Tuttavia, il dialogo tra specialisti avviene spesso in modo frammentato o occasionale, limitando il confronto reale tra punti di vista differenti.

Il Progetto DOMINO nasce per superare questi limiti, attraverso un format innovativo, dinamico e partecipativo, ispirato alla logica del gioco del domino, in cui ogni “tessera” attiva la successiva e contribuisce alla costruzione di un percorso condiviso di conoscenza.
Il meccanismo a catena prevede che ogni clinico si succeda al precedente, affrontando un nuovo tema che si sovrappone parzialmente a quelli già trattati, creando così una rete di conoscenze multidisciplinare. I contributi si integrano perfettamente tra loro, garantendo continuità, profondità e pluralità di prospettive.

Il progetto si sviluppa attraverso eventi online o in presenza, ciascuno coinvolgendo due o più specialisti nella discussione di temi clinici rilevanti basati su scenari reali, favorendo così un dialogo multidisciplinare autentico e un aggiornamento immediatamente trasferibile alla pratica clinica.

Con DOMINO, la formazione diventa una catena viva di conoscenza: ogni contributo accende il successivo, e ogni prospettiva specialistica si intreccia, generando un sapere condiviso, dinamico e in continua evoluzione.

PROGETTI FORMATIVI

Costruire il modello domino lungo il continuum del carcinoma prostatico

Responsabile Scientifico
Prof. Paolo Verze

Data
19 Novembre 2026
Location
Villa Doria d’Angri, Napoli

Il razionale

Il carcinoma prostatico rappresenta una delle principali neoplasie nella popolazione maschile e richiede oggi un approccio clinico sempre più strutturato, multidisciplinare e basato sull’evidenza. L’evoluzione delle strategie di screening, l’introduzione di tecniche diagnostiche avanzate (mpMRI, PSMA PET/CT, biomarcatori) e la disponibilità di nuove opzioni terapeutiche hanno profondamente modificato la gestione del paziente lungo l’intero continuum di malattia.

Il simposio “URO-DOMINO-Costruire il modello Domino lungo il continuum del carcinoma prostatico” propone un modello clinico integrato, ispirato alle Linee Guida EAU, che interpreta ogni fase della malattia come una “tessera” interconnessa alle successive. Dalla prevenzione e diagnosi precoce, alla malattia localizzata, fino alle forme avanzate ormono-sensibili e resistenti alla castrazione, ogni decisione terapeutica influenza le opportunità future di trattamento.

L’obiettivo è fornire ai partecipanti strumenti pratici per ottimizzare i percorsi diagnostico-terapeutici, personalizzare la selezione del trattamento e pianificare strategie di sequenziamento coerenti, migliorando gli outcomes clinici attraverso una gestione evidence-based e centrata sul paziente.

Corso FAD

Online dal 30 giugno al 30 dicembre 2026

Il razionale

La presenza di una mutazione nei geni BRCA nel carcinoma prostatico identifica un sottogruppo biologicamente distinto, caratterizzato da maggiore aggressività clinica e da una diversa sensibilità ai trattamenti. Negli ultimi anni, il trattamento del carcinoma prostatico BRCA-mutato ha registrato importanti sviluppi grazie all’introduzione degli inibitori di PARP e alla disponibilità di nuove evidenze cliniche; tuttavia, rimangono aperte alcune questioni relative al posizionamento ottimale delle terapie, alla gestione della progressione di malattia e all’integrazione dello stato mutazionale nei processi decisionali della pratica clinica.

Le linee guida nazionali e internazionali forniscono raccomandazioni utili, ma non sono ancora pienamente definiti percorsi diagnostico-terapeutici dedicati. In questo contesto, il testing genetico, eseguito su tessuto tumorale e, quando indicato, mediante biopsia liquida, rappresenta un passaggio cruciale per identificare le mutazioni BRCA e garantire ai pazienti un accesso appropriato alle terapie mirate.

Il progetto formativo, articolato in cinque webinar, affronterà i principali aspetti della gestione del carcinoma prostatico BRCA-mutato: dalla scelta dell’approccio terapeutico all’identificazione e interpretazione delle mutazioni BRCA, fino al ruolo del team multidisciplinare e al landscape terapeutico della malattia mutata. L’obiettivo è favorire un approccio clinico integrato, personalizzato e basato sulle più recenti evidenze scientifiche.

Con il contributo non condizionante di

Il razionale

La presenza di una mutazione nei geni BRCA nel carcinoma prostatico identifica un sottogruppo biologicamente distinto, caratterizzato da maggiore aggressività clinica e da una diversa sensibilità ai trattamenti. Negli ultimi anni, il trattamento del carcinoma prostatico BRCA-mutato ha registrato importanti sviluppi grazie all’introduzione degli inibitori di PARP e alla disponibilità di nuove evidenze cliniche; tuttavia, rimangono aperte alcune questioni relative al posizionamento ottimale delle terapie, alla gestione della progressione di malattia e all’integrazione dello stato mutazionale nei processi decisionali della pratica clinica.

Le linee guida nazionali e internazionali forniscono raccomandazioni utili, ma non sono ancora pienamente definiti percorsi diagnostico-terapeutici dedicati. In questo contesto, il testing genetico, eseguito su tessuto tumorale e, quando indicato, mediante biopsia liquida, rappresenta un passaggio cruciale per identificare le mutazioni BRCA e garantire ai pazienti un accesso appropriato alle terapie mirate.

Il progetto formativo, articolato in cinque webinar, affronterà i principali aspetti della gestione del carcinoma prostatico BRCA-mutato: dalla scelta dell’approccio terapeutico all’identificazione e interpretazione delle mutazioni BRCA, fino al ruolo del team multidisciplinare e al landscape terapeutico della malattia mutata. L’obiettivo è favorire un approccio clinico integrato, personalizzato e basato sulle più recenti evidenze scientifiche.